Dott.ssa Luisella Troyer
Chirurgo Vascolare a Milano

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Alta diagnostica non invasiva.
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Attenzione: quest'articolo tratta di materie a carattere medico scientifico.
Per quanto le informazioni in esso contenute siano state selezionate e riportate con cura e con la massima precisione scientifica, non possono e non potranno mai sostituire il parere medico o una visita medica specialistica, e debbono pertanto essere utilizzate per uso esclusivamente informativo.
In caso di dubbi e o domande, chiedi sempre consiglio ad un medico.

FAQ sulle malattie vascolari e sulle linfopatie

FAQ sulle patologie del sistema vascolare e linfatico umano

  1. Ho le gambe molto gonfie, cosa può essere?
  2. Sono ffetto da vene varicose. È possibile eliminarle esteticamente?
  3. Ho un fortissimo dolore alla gamba, che include anche bruciore. Cosa potrebbe essere?
  4. Mi è comparso un livideo su una gamba, eppure non mi pare di aver subito urti. Cosa può essere?
  5. Ho una specie di cordoncino duro ed arrossato su una gamba, che causa dolore. Cosa sarà?
  6. Ictus e trombosi possono essere di origine genetica?
  7. Ho subito un forte urto, al seguito del quale s'è formato un dolente ed esteso edema. Passa da solo o devo recarmi dal medico?
  8. Sono in cura chemioterapica, è possibile che la terapia sviluppi una trombosi?
  9. Sono stato operato per l'asportazione di una neoplasia, e dopo l'intervento la zona vicino la ferita ha cominciato a gonfiarsi. È normale?
  10. Sono stata operata per una neoplasia al seno, ed ora il braccio adiacente alla zona dell'operazione si è gonfiato. Cosa significa?
  11. Il linfedema può svilupparsi anche dopo molti anni l'intervento chirurgico per l'asportazione di una neoplasia?
  12. Quali sono gli esami per la diagnosi di un linfedema?
  13. Esiste una cura definitiva per il linfedema?
  14. L'attività fisica è utile per combattere il linfedema?

1. Ho le gambe molto gonfie, cosa può essere?

Le gambe possono gonfiarsi per numerosi motivi: l’Insufficienza venosa determinata da varici, pregresse tromboflebiti e trombosi venose profonde.
Inoltre le gambe si possono gonfiare tutte le volte che si sta a lungo in piedi o seduti come in aereo, in gravidanza, nella fase premestruale, per linfedema ma anche per motivi ortopedici.
Ad esempio, quando è presente importante artrosi del ginocchio, oppure per tendiniti o per alluce valgo.

2. Sono affetto da vene varicose. È possibile eliminarle esteticamente?

Le vene varicose vanno operate per essere eliminate definitivamente.
Qualora non si possa o voglia fare l’intervento l’alternativa è usare delle opportune calze elastiche prescritte dall’angiologo e usare dei farmaci che hanno solo l’effetto di ridurre la sintomatologia (senso di pesantezza, tensione e dolore) ma non sono in grado di far regredire le varici.
Le creme o i gel hanno solo la funzione di rinfrescare le gambe per un tempo limitato, che solitamente è di circa 30 minuti.

3. Ho un fortissimo dolore alla gamba, che include anche bruciore. Cosa potrebbe essere?

Un dolore e bruciore a una gamba talmente forte da impedire di alzarsi non è solitamente un dolore di origine venosa, ma probabilmente un dolore tipo sciatalgia, cioè l’infiammazione del nervo sciatico.
Se il dolore persiste per più giorni senza regredire, è necessario un controllo medico.

4. Mi è comparso un livido su una gamba, eppure non mi pare di aver subito urti. Cosa può essere?

Un livido che compare senza un trauma può essere la rottura di un capillare o di una piccola vena soprattutto in chi fa uso cronico di aspirina o di anticoagulanti. Va sempre segnalato al medico di base, che potrà prescrivere un'eventuale visita da un medico angiologo.

5. Ho una specie di cordoncino duro ed arrossato su una gamba, che causa dolore. Cosa sarà?

La comparsa di un cordoncino rosso, duro e dolente lungo una vena può essere sintomo di una varicoflebite o di una tromboflebite.
Bisogna rivolgersi d'urgenza ad un medico specialista angiologo.

6. Ictus e trombosi possono essere di origine genetica?

È possibile ereditare dai genitori delle alterazioni genetiche che predispongono ad avere delle trombosi.
È inoltre possibile ereditare la predisposizione a sviluppare le vene varicose.
In caso di sospetti sulla presuna ereditarietà, bisogna rivolgersi ad un medico angiologo che potrà indicare i centri dove vengono fatte analisi per l predisposizione genetica che i comuni laboratori non eseguono.

7. Ho subito un forte urto, al seguito del quale s'è formato un dolente ed esteso edema. Passa da solo o devo recarmi dal medico?

In caso di edema ad un braccio che abbia causato un importante gonfiore è sempre importante fare una visita specialistica angiologica.

8. Sono in cura chemioterapica, è possibile che la terapia sviluppi una trombosi?

Sì, le cure chemioterapiche possono predisporre i pazienti a sviluppare trombosi e tromboflebiti, per cui è necessario rivolgersi all’angiologo.

9. Sono stato operato per l'asportazione di una neoplasia, e dopo l'intervento la zona vicino la ferita ha cominciato a gonfiarsi. È normale?

Se dopo l’asportazione di una neoplasia si sviluppa un edema al braccio, alla gamba o nella zona vicino alla ferita (tipo il collo o il volto) bisogna rivolgersi con urgenza ad un medico specialista nella cura del linfedema per praticare l’opportuna terapia fisica, linfodrenaggio e bendaggio linfologico.

10. Sono stata operata per una neoplasia al seno, ed ora il braccio adiacente alla zona dell'operazione si è gonfiato. Cosa significa?

Se dopo un intervento di neoplasia al seno e asportazione dei linfonodi si gonfia il braccio dalla parte dell’intervento, occorre rivolgersi il più presto possibile ad un medico specialista in linfologia, poiché le probabilità che si sia formato o si stia formando un linfedema sono elevate.

11. Il linfedema può svilupparsi anche dopo molti anni l'intervento chirurgico per l'asportazione di una neoplasia?

Sì, il linfedema purtroppo può svilupparsi anche dopo molti anni dopo l’intervento chirurgico, e può insorgere in qualsiasi momento: magari dopo un piccolo trauma, una puntura di insetto o dopo uno sforzo fisico.

12. Quali sono gli esami per la diagnosi di un linfedema?

Per fare diagnosi di linfedema occorre rivolgersi ad uno specialista che può prescrivere una linfoscintigrafia, un esame specifico per la circolazione linfatica, ma sempre e solo dopo una visita linfologia.

13. Esiste una cura definitiva per il linfedema?

Purtroppo, allo stato delle cose attuali non esiste una cura definitiva per il linfedema, se non la Terapia Complessa Decongestionante che associa il linfodrenaggio al bendaggio e alla ginnastica.
La terapia chirurgica attualmente da risultati modesti e non certi, solo in una fase molto iniziale della patologia a cui deve comunque seguire sempre per tutta la vita il linfodrenaggio e il bendaggio, insieme all’uso di tutori elastici .

14. L'attività fisica è utile per combattere il linfedema?

Il trattamento completo per il linfedema può comprendere anche alcuni esercizi fisici.
Nel mantenimento del linfedema è bene proseguire con tutti gli esercizi indicati in fase di terapia, che nel caso dell’arto inferiore sono il camminare regolarmente almeno per 30 minuti al giorno.

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I miei pazienti dicono:
‟Dolorosa e persistente tromboflebite curata in complessità per via di mie altre patologie.
Un medico eccezionale.”
Serena
‟Dopo due disgnosi sbagliate da altri e ben più di un rischio d'embolia, non posso davvero che ringraziare la Dottoressa!"
Sabrina
‟Avere le gambe belle non è solo prerogativa femminile, vorrei farlo sapere!
Grazie ancora Dottoressa!"
Daniele