Dott.ssa Luisella Troyer
Chirurgo Vascolare a Milano

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Attenzione: quest'articolo tratta di materie a carattere medico scientifico.
Per quanto le informazioni in esso contenute siano state selezionate e riportate con cura e con la massima precisione scientifica, non possono e non potranno mai sostituire il parere medico o una visita medica specialistica, e debbono pertanto essere utilizzate per uso esclusivamente informativo.
In caso di dubbi e o domande, chiedi sempre consiglio ad un medico.

Cos'è la Trombosi Venosa Profonda?

La trombosi venosa profonda

La Trombosi Venosa Profonda (TVP) è un processo patologico in cui vi è la formazione di un trombo che occlude del tutto o in parte il lume di un vaso, scatenando quindi un processo infiammatorio nella vena.
La localizzazione più frequente  della TVP  sono le vene profonde degli arti inferiori e le vene della pelvi.
La patologia ha un'incidenza annuale di oltre 800.000 casi ed è responsabile di circa 100.000 morti l'anno per embolia polmonare associata.
La TVP è una malattia molto comune spesso asintomatica e silente, e per questo la sua diagnosi e a volte tardiva, complicandone il trattamento.
Una Trombosi Venosa Profonda prolungata e non trattata ha come incidenza correlata l'aumento del rischio di sviluppo di una sindrome post-trombotica.

Da cosa è causata la Trombosi Venosa Profonda?

La trombosi venosa profonda
La formazione di un trombo in una vena

La causa che scatena la patologia è un trombo, ovverosia un'occlusione (totale o parziale) di una vena, che impedisce il regolare deflusso del sangue.
Secondo la corrente letteratura medica (Triade di Virchow), i fattori scatenanti la formazione del trombo sono tre:

  1. Stasi venosa;
  2. Ipercoaugulabilità;
  3. Modifica tessuto endotelliale (il rivestimento interno dei vasi sanguigni)

A questi fattori di rischio endemici ne va aggiunto uno acquisito, di particolare importanza: l'avanzamento dell'età.
Un altro fattore di rischio da considerare è la presenza di una neoplasia, sia nelle vene che attorno ad esse: un tumore difatti sviluppa fattori di ipercoaugulabilità elevati, il trattamento chemioterapico per la sua cura favorisce lo sviluppo di TVP.
La TVP è più frequente in soggetti anziani allettati o con immobilizzazione degli arti inferiori, sottoposti a recente intervento chirurgico, traumatismi e/o obesità.
La patologia può manifestarsi anche in soggetti giovani  che presentino varici non correttamente curate, in corso di assunzione di estroprogestinici o talvolta senza motivo apparente.
Ciò può  dipendere da  alcune alterazioni congenite della coagulazione, chiamate  nel loro complesso trombofilia, come il deficit di antitrombina III, di proteina C o di proteina S, di Fattore V Leiden, di Fattore II, etc. che sono trasmessi in modo ereditario per deficit genetico.
Anche l'uso della pillola contraccettiva e lo stato di gravidanza contribuiscono, nella donna, all'aumento del rischio di sviluppo di un trombo venoso.

Quanto è diffusa la Trombosi Venosa Profonda?

La TVP è una patologia decisamente diffusa nel mondo: secondo gli ultimi dati disponibili ha un'incidenza di circa 800.000 casi diagnosticati ed accertati ogni anno, ma a questi vanno aggiunti tutti i quadri clinici non diagnosticati, specie nei paesi in cui l'accesso ai servizi sanitari è difficoltoso o molto costoso.
Si calcola che solo nel Nord America e nei paesi europei 1 adulto su 1000 sviluppi almeno una volta nella vita la TVP.
La patologia con i suoi sintomi caratteristici è nota all'uomo da molto tempo: già nel XIII secolo abbiamo documenti che provano la diagnosi della TVP sui soggetti esaminati, mentre nel 1856 il medico tedesco Rudolf Virchow ne studiò accuratamente la causa ed i fattori presunti di rischio.
La patologia uccide un gran numero di persone ogni anno tramite l'embolia polmonare causata dal distacco del trombo del vaso ostruito: circa 100.000 persone perdono la vita ogni anno per tale complicanza.
Particolarmente incisivo è anche, ai fini squisitamente economici, il costo che la patologia ha sui sistemi sanitari dei singoli stati: nell'Unione Europa, il costo medio per un trattamento di tre o sei mesi varia dai € 1.800 ai € 3.200, mentre negli Stati Uniti d'America il costo medio annuale per un trattamento completo è di circa $ 20.000.
A questi cosi, già alti, devono poi essere applicati quelli correlati dei vari follow-up e del trattamento della sindrome post-trombotica.

Quali sono i sintomi della Trombosi Venosa Profonda?

La trombosi venosa profonda
Il distacco di un embolo dal trombo sanguigno

La sintomatologia è subdola: il paziente può avvertire dolore importante agli arti inferiori correlato o meno ad edema più o meno massivo, arrossamento cutaneo fino alla cianosi e all'incapacità a camminare.
La presenza e la gravità di questi sintomi può variare da caso a caso, ed a volte (in circa la metà del campione statistico) la patologia si presenta totalmente asintomatica.
I sintomi devono essere sempre analizzati nell'ottica generale del quadro clinico, poiché alcuni possono essere causati anche da altre patologie estrenee alla TVP, come ad esempio lesioni muscolo-scheletriche, atrrite oppure lo sviluppo di un linfedema.

Come si esegue la diagnosi della Trombosi Venosa Profonda?

La trombosi venosa profonda
La formazione di un embolo polmonare

Per la diagnosi certa della patologia non basta una visita, ma occorre un esame Ecocolordoppler, perché spesso l’obbiettività clinica è sfumata e può confondersi con altre patologie: strappi muscolari, artrite, patologie acute del ginocchio, iniziale scompenso cardiaco ecc.

Come si cura la Trombosi Venosa Profonda?

La terapia per eliminare il trombodella vena è prevalentemente farmacologica, per mezzo di farmaci anticoagulanti.
È inoltre indispensabile usare dei tutori (calze) elastici, che velocizzano il flusso sanguigno, supplendo all'ostruzione del vaso e ripristinando una corretta circolazione.

Cos'è la sindrome post-trombotica?

La trombosi venosa profonda
Nelle immagini, da sinistra a destra: 1. Il distacco di un embolo; 2. Un occlusione parziale da trombo; 3. Il normale flusso venoso

Si definisce sindrome post-trombotica un quadro clinico caratterizzato da segni e da sintomi che si manifestano dopo un episodio di TVP degli arti inferiori.
La sindrome post-trombotica (SPT) è una complicazione cronica della Trombosi Venosa Profonda degli arti inferiori che si sviluppa nel 20-50% dei pazienti affetti dalla stessa.
La sindrome ha un andamento cronico con fasi di progressione e periodi di temporanea regressione dei principali sintomi.
Essendo strettamente correlata alla sede, all'estensione e all’evoluzione del processo trombotico, essa può anche passare inosservata in alcuni soggetti con trombosi molto distale e parcellare.
Di solito si manifesta a distanza di anni dall'evento trombotico acuto con segni e sintomi di varia gravità, quali edema, varici secondarie, iperpigmentazione, lipodermatosclerosi, atrofia ed ulcera cutanea, che rappresenta la complicanza più grave di questa patologia.
Le ulcere difatti non guariscono spontaneamente e possono raggiungere dimensioni molto estese se non correttamente curate.
Quando avviene un Trombosi Venosa Profonda le pareti del vaso venoso interessato e le valvole in esso contenute vengono danneggiate in maniera irreversibile nonostante la terapia anticoagulante e il corretto uso di calze elastiche.
Di conseguenza le pareti di tali vene non si comportano più normalmente: diventano rigide e sclerotiche e le valvole non funzionano più correttamente.
Ne deriva  un'ipertensione venosa cronica causata da una combinazione dell’ostruzione venosa residua e del reflusso valvolare, determinanti una sofferenza cronica del tessuto sottostante, che si modifica in maniera permanente diventando fortemente patologico, con dermo-ipodermite che evolve in lipodermatosclerosi.

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Quindi ricorda che...
  • La Trombosi Venosa Profonda è un processo patologico in cui vi è la formazione di un trombo che occlude del tutto o in parte il lume di un vaso;
  • La patologia ha un'incidenza annuale di oltre 800.000 casi ed è responsabile di circa 100.000 morti l'anno per embolia polmonare associata;
  • Una Trombosi Venosa Profonda prolungata e non trattata ha come incidenza correlata l'aumento del rischio di sviluppo di una sindrome post-trombotica;
  • La terapia per eliminare il trombodella vena è prevalentemente farmacologica, per mezzo di farmaci anticoagulanti;
  • La sindrome post-trombotica è una complicazione cronica della Trombosi Venosa Profonda degli arti inferiori che si sviluppa nel 20-50% dei pazienti affetti dalla stessa

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I miei pazienti dicono:
‟La sindrome psot-trombotica è una brutta bestia davvero, ma se sono qui a scriverlo è solo per merito della Dottoressa. Grazie.”
Flavia
‟Dottoressa, non finirò mai di ringraziarla, anche per l'umanità che non mi ha fatto mai mancare!"
Gilberto
‟Di questo medico ci si può davvero fidare, e sono ben felice di lasciare una recensione estremamente positiva."
Silvano