Dott.ssa Luisella Troyer
Chirurgo Vascolare Angiologo a MilanoAngiologo a Milano

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Attenzione: quest'articolo tratta di materie a carattere medico scientifico.
Per quanto le informazioni in esso contenute siano state selezionate e riportate con cura e con la massima precisione scientifica, non possono e non potranno mai sostituire il parere medico o una visita medica specialistica, e debbono pertanto essere utilizzate per uso esclusivamente informativo.
In caso di dubbi e o domande, chiedi sempre consiglio ad un medico.

Le patologie del sistema vascolare e linfatico

Churgo vascolare Milano

Il sistema vascolare (chiamato anche apparato circolatorio o cardiovascolare) è tutto l'insieme degli organi e delle strutture di raccordo del corpo umano deputate al trasporto di fluidi, in particolar modo del sangue.
Lo scopo principale del sistema cardiovascolare è fornire alle cellule del corpo tutti gli elementi necessari al loro sostentamento, redendo quindi possibile l'esistenza.
Nella più ampia accezione, al sistema vascolare si affianca anche quello linfatico, che ha come scopo fondamentale la circolazione ed il drenaggio della linfa, un liquido alcalino debole formato da acqua, proteine, grassi e linfociti, prodotto dagli interstizi degli organi e riversato nel sistema circolatorio sanguigno.
Sia il sistema vascolare che quello linfatico sono essenziali per la vita non solo dell'essere umano ma di tutti i mammiferi, e la loro regolare funzione è imprescindibile per assicurare l'esistenza biologica e la buona salute generale del soggetto. 
Essendo un apparato quanto mai complesso e in cui giocano un ruolo chiave avanzate reazioni fisico-idrauliche, elettro-motorie e chimico-fisiche, il sistema cardiovascolare è soggetto a numerose patologie, sia agli organi che lo compongono che ai vasi sanguigni che mettono in comunicazione i fluidi.
Varie sono le specializzazioni mediche che studiano l'anatomia e le patologie che colpiscono i vasi sanguigni e quelli linfatici; la chiurgia vascolare, la cardiologia, la cardiochirurgia, la linfologia e l'angiologia sono le branche principali, a cui si aggiungono anche le sotto-specializzazioni come la flebologia.
A seconda del tipo di patologia, quindi, è disponibile un medico specialista che tratta con esperienza un particolare settore dell'apparato cardiovascolare.
Qui di seguito è riportata una lista delle principali patologie del sistema vascolare e linfatico, con una una loro breve descrizione. 

Edema

Edema
I classici tre stadi dell'edema: primo, secondo e terzo

Per edema si intende il gonfiore di una zona del corpo, solitamente riferita agli arti inferiori.
Esistono tanti tipi di edemi, quelli fisiologici e quelli patologici.
Gli edemi fisiologici sino quelli che compaiono quando si sta tanto in piedi, durante l’estate, in corso di gravidanza, e nella fase premestruale.
Tutti questi sono edemi transitori che regrediscono spontaneamente.
Vi sono edemi da disfunzione cardiaca, quelli in corso di malattie renali ed epatiche che andranno valutati dagli appositi specialisti.
Gli edemi da disuso interessano tutti coloro che per svariati motivi si muovono poco o non si muovono affatto, le persone molto anziane, tutti coloro che fanno uso di sedia a rotelle, tipo le SLA, la sclerosi mulpipla, le para e tetraplegie, il Parkinson, l’Alzheimer. 
Infine ci sono il linfedema e gli edemi di natura flebologica


Linfedema

Linfedema
Un linfedema agli arti inferiori

Il linfedema è l'accumulo patologico di liquido linfatico nel tessuto sottocutaneo ed è una patologia cronica irreversibile ad andamento evolutivo.
La circolazione linfatica inizia dai tessuti più periferici fino a organizzarsi in sottili vasi scorrono vicino alle vene e ha la stessa direzione di flusso dal basso verso l’alto .
L’edema linfatico è caratterizzato da un elevato contenuto proteico: la concentrazione proteica interstiziale determina un‘infiammazione  cronica che induce lo sviluppo di una progressivo indurimento dei tessuti esponendo il paziente ad infezioni e a lesioni della pelle .
Il linfedema può interessare gli arti superiori, gli arti inferiori, il volto, i genitali, le mammelle e la parete addominale.
Esteticamente il linfedema ha una consistenza dura, la pelle può essere normale, biancastra o arrossata nella parti più inferiori, e ci può essere intensa desquamazione senza però dolore.
Viene distinto in linfedema primitivo (o essenziale) e linfedema secondario.
Il linfedema primitivo si manifesta alla nascita o nelle decadi di vita successive sino a dopo la settima, a causa di malformazioni congenite del sistema linfatico (mancato sviluppo  delle vie linfatiche associate a malformazione dei linfonodi delle principali stazioni linfatiche). 
Il linfedema secondario, largamente il più diffuso, compare in seguito ad interventi di chirurgia oncologica (mammella, utero, vescica, prostata, ecc ecc.), chirurgia ortopedica, in seguito a traumi, a trapianto renale, a radioterapia, ecc ecc. 
Secondo l'OMS, attualmente in Italia si verificano 40.000 nuovi casi all'anno e l’incidenza della patologia tende ad aumentare.
Per approfondire la patologia del linfedema, consulta questa pagina informativa. 


Varici

Vene varicose
Una caviglia con varicosi (a sinistra) a confronto con una caviglia sana (a destra)

Le varicivene varicose, sono vene dilatate degli arti inferiori dovute a malattia del sistema venoso superficiale, della vena grande e vena piccola safena.
In genere esiste una predisposizione familiare e colpisce chi sta molto in piedi, oppure anche chi lavora al caldo (cuochi, stiratrici et simlia) .
Le varici interessano molto frequentemente la vena grande, la vena piccola safena e rami collaterali formando grappoli di vene dilatate con sintomi che sono gongiore della gamba interessata, pesantezza, senso di tensione, dolore e calore della pelle per stasi della circolazione venosa.
Le vene varicose si curano  con  intervento laser, con la radiofrequenza, con lo stripping (ora meno utilizzato poiché molto invasivo) e, in alcuni casi, con la scleroterapia.
Laddove l’intervento chirurgico fosse controindicato, le varici si possono curare con calze elastiche e terapia medica.


Trombosi Venosa Profonda (TVP)

Trombosi venosa profonda
Una gamba sana (a sinistra) ed una affetta da Trombosi Venosa Profonda (a destra)

La Trombosi Venosa Profonda (TVP) è la formazione di un trombo all’interno della circolazione venosa profonda e colpisce soprattutto le vene degli arti inferiori.
Il trombo se non è preso in tempo si può estendere ad ampi tratti dei vasi venosi fino all’addome, risalendo e provocando l’embolia polmonare nel caso in cui si staccasse un frammento dello stesso trombo ed esse arrivasse ai polmoni (condizione molto grave e talvolta fatale).
La TVP può avvenire dopo lunghi periodi a letto, dopo interventi chirurgici, fratture, in corso di malattie oncologiche durante la chemioterapia, in corso di assunzione di pillola anticoncezionale; più raramente esistono delle malattie genetiche che provocano alterazioni della coagulazione  infine come complicanza di tromboflebite in malattia varicosa.
I sintomi sono edema della gamba (si intende gamba dal piedi fino al ginocchio e coscia dal ginocchio all’inguine ) o di tutto l’arto inferiore, dolore intenso, arrossamento della pelle e difficoltà a camminare e dolore importante .
La diagnosi viene fatta con EcoColorDoppler agli arti inferiori e la terapia consiste in anticoagulanti e uso di opportune calze elastiche.


Trombosi Venosa Superficiale (TVS)

Trombosi venosa profonda
La trombosi Venosa Superficiale

La Trombosi Venosa Superficiale (TVS) è la formazione di un trombo all’interno della circolazione superficiale che più frequentemente interessa le vene varicose, la grande safena e la piccola safena. soprattutto se non sono curate per tempo.
La TVS può interessare anche solo delle varicosità isolate ed i sintomi sono dolore, intenso arrossamento dei vasi interessati, infiammazione, formazione di indurimento delle vene.
La diagnosi viene fatta con EcoColorDoppler agli arti inferiori e la terapia consiste in anticoagulanti e uso di opportune calze elastiche per poi affrontare l’intervento  chirurgico (laser, radiofrequenza o stripping).


Teleangectasie

Trombosi venosa profonda
Schema ed ingrandimento di una teleangectasia

Si chiamano teleangectasie i capillari che si vedono su quasi tutte le gambe delle donne (a volte anche in altre parti del corpo, come il viso), e la maggior parte delle volte non sono una patologia vera e propria e costituiscono un problema squisitamente estetico.
Quando compaiono è comunque sempre bene fare una visita angiologica e un EcoColorDoppler venoso agli arti inferiori, per escludere che vi siano varicosi.
Nel caso l'esame desse esito positivo in tal senso, sarà necessario trattare dapprima le vene varicose e poi le teleangectasie .
Se invece il problema è solo estetico, il paziente può decidere di eliminarle con scleroterapia o con laser terapia.


Sindrome Post-Trombotica

Sindrome post trombotica
Disegno che illustra una SPT cronicizzata

Si definisce Sindrome Post-Trombotica quella situazione che si viene a creare in seguito a una TVP non curata negli anni o a una malattia varicosa non risolta o non curata.
La stasi venosi determina un edema costante alle gambe che peggiora alla sera e che a lungo andare determina la sofferenza dei tessuti e della pelle nella zona appena sopra la caviglia.
La pelle nel tempo diventa color rosso-brunastro, molto sottile, lucida ed estremamente fragile.
I tessuti sotto la pelle di induriscono diventando molto dolenti e la gamba assume una caratteristica forma a collo di bottiglia rovesciato.
Questa situazione è irreversibile e pericolosa per la formazione di ulcere.
E’ importante per questo prevenire tale situazione consultando un angiologo, usando calze elastiche e farmaci prescritti dallo specialista.


Ulcere

Ulcere venose
Un tipico schema di un'ulcera venosa cronicizzata

L'ulcera è una lesione cronica della pelle o di un generico tessuto epiteliale, caratterizzata da una guarigione estremamente lenta, in molti casi del tutto assente.
In seguito alla Sindrome Post-Trombotica, un piccolo graffio, un traumatismo o anche spontaneamente si possono trasformare rapidamente in ulcere, divenendo quindi ferite aperte che non guariscono da sole e che generalmente sono localizzate internamente vicino alla caviglia per poi estendersi fino a diventare molto ampie e dolorose.
Il tessuto infatti è patologico e non ha più la capacità di guarire normalmente e spontaneamente, e per questo necessita sempre di un trattamento medico.
Le ulcere venose possono diventare molto estese se non curate; è necessario medicarle, far uso di opportune calze elastiche e di farmaci sempre prescritti dall’angiologo.


Arteriopatia periferica degli arti inferiori (AOCP)

Ulcere venose
Un'arteria libera e di condizioni normali (a sinistra) e un'arteria parzialmente ostruita (a destra)

L'arteriopatia è una malattia cardiovascolare in maniera generica, che può colpire le coronarie causando gli infarti, localizzandosi alle carotidi causando gli ictus, oppure colpendo gli arti inferiori causando arteriopatia periferica  e l’aorta addominale causando gli aneurismi.
Tra i differtenti tipi di arteropatie, particolarmente diffusa risulta l'arteriopatia perifetica degli arti inferiori (AOCP), una patologia causata dalla ridotta circolazione del sangue nelle arterie che confluiscono negli arti inferiori.
È una patologia che è  generata dall'aterosclerosi, ossia un progressivo ed irreversibile restringimento della calibro delle arterie, che comporta un  non più idoneo e sufficiente afflusso di sangue ai tessuti.
Tale condizione è favorita dai fattori di rischio, alcuni genetici e propri del sesso d'appartenenza ed alcuni invece esterni, indotti da stili di vita malsani (ad esempio il tabagismo o un'alimentazione ricca di grassi). 
La terapia della AOCP si basa in primis sulla prevenzione e sulla modifica degli stili di vita del paziente: smettere di fumarecurare l'alimentazione apportando un nutrimento equilibrato e riducendo la quantità di grassi saturi e zuccheri e, non meno importante, l'inizio di un percorso d'attività fisica controllato, aumentando in particolar modo l'esercizio aerobico.
A questi provvedimenti bisogna quasi sempre associare una cura medica, che mira a ridurre la formazioni di trombi all’interno delle arterie ammalate tramite aggreganti piastrinici.
L'angioplastica è un'efficace terapia non chirurgica e poco invasiva, che s'effettua per mezzo di una sonda arteriosa con incluso uno speciale palloncino gonfiabile: l'obiettivo della sonda sono le placche che ostruiscono la luce delle arterie e che possono dar luogo alle occlusioni trombotiche.
Per mezzo del palloncino si provvede a dilatare opportunamente il vaso, aumentando quindi la luce ed eventualmente regolando il nuovo diametro per mezzo di particolari piccole retine di metallo chiamate stent
L'intervento prettamente chiurgico per il trattamento delle arteriopatie è usato generalmente come ultima soluzione nei casi più gravi, con occlusioni più estese. 


Infarto

Ulcere venose
L'infarto cardiaco è una delle prime cause di morte al mondo

L'infarto è una necrosi di un generico tessuto, dovuta ad una grave ed improvvisa mancanza di flusso sanguigno (ischemia).
Ha sintomi differenti a seconda dell'organo interessato dal deficit sanguigno, ma generalmente comporta un acutissimo dolore, sebbene per infarti di piccole dimensioni spesso sia asintomatico.
L'insufficienza sanguigna è da imputare ad un'occlusione improvvisa di una delle arterie che portano il sangue verso l'organo (o parte di esso) colpito da infarto, e nella maggior parte dei casi ciò è causato dell'aterosclerosi. 
In genere, col termine 'infarto' ci si riferisce all’infarto cardiaco ma in realtà il deficit sanguigno può colpire la vascolarizzazione di qualunque organo: esiste ad esempio l’infarto cerebrale, polmonare ed anche intestinale.
Parlando del classico infarto cardiaco, quando le arterie coronarie che nutrono il cuore (il propulsore vascolare) si restringono per fumoipertensionecolesterolo alto, diabete ecc., il muscolo soffre dando come sintomo l’angina pectoris che spesso anticipa l’infarto.
Quando una coronaria si chiude , viene a mancare l’apporto di ossigeno a una parte del cuore che muore diventando tessuto cicatriziale  rendendo l'organo più debole.
Oggi si può intervenire tempestivamente inserendo degli stent che riaprono le coronarie colpite in modo che  la zona di muscolo  interessata  continui a ricevere sangue.
fattori di rischio dell'infarto sono principalmente l'aterosclerosi, il fumol'obesità od il sovrappeso, la vita sedentarial'abuso di alcol,  l'ipertensione, alti livelli di colesterolo cattivo (LDL) e bassi livelli di colesterolo buono (HDL) ed ovviamente il diabete


Ictus

L'ictus
L'ictus cerebrale causato da un trombo arterioso

L'ischemia prolungata (ictus o attacco cerebrale) del tessuto cerebrale è un infarto del cervello.
Esattamente come l'infarto cardiaco, si verifica in presenza di un deficit sanguigno alle carotidi e le vertebrali, ossia le arterie che irrorano il cervello; quando si formano delle placche a livello di queste arterie, che nel tempo peggiorano o si chiudono, o si si staccano microframmenti (emboli) che seguono il flusso sanguigno e vanno ad occludere i vasi del cervello, si ha l'apoplessia.
A livello squisitamente scientifico, l'ictus ischemico propriamente detto è il blocco della circolazione di un vaso sanguigno, che si differenzia dall'ictus emorragico poiché, in quest'ultimo caso, vi è un sanguinamento diretto del cervello o della zona ad esso circostante. 
In entrambi i casi, il risultato sul paziente colpito da ictus  è la perdita della funzionalità di una zona (porzione) del cervello, di carattere permamente o transitorio (TIA - Attacco Ischemico Transitorio) a seconda dei casi, della gravità e, non meno fondamentale, del tempo d'intervento nelle cure.
Durante un attacco di ictus il tessuto cerebrale non riceve ossigeno e muore causando danni più o meno gravi, compresa  emiparesi
L’ictus spesso avviene anche per motivazioni cardiologiche, e necessita quasi sempre di trattamento urgente, sia farmacologico che, in caso di ictus emorragico, chirurgico.
La diagnosi precisa di ictus  viene fatta dalle tecniche neuroradiologiche come la Tomografia Assiale Computerizzata (TAC) e la risonanza magnetica nucleare, fondamentali per confermare il sospetto clinico, quantificarne gli eventuali danni oppure escludere la concomitanza di altre patologie od elementi di disturbo.
L'ictus ischemico ha quasi sempre  origine da un fattore di rischio conclamato: il tabagismoalti livelli di colesterolo, il diabete mellito, aritmie cardiache, l’aterosclerosi.
sintomi di un ictus  sono variabili da caso a caso, e possono comprendere (tra gli altri): paresi totale o parziale di porzioni o lati del corpo - con relativa insensibilità, difficoltà di parola o alla comprensione della stessa, difficoltà di movimento od incapacità totale dello stesso, perdita di visione di una parte del campo visivo e, spesso in comcomitanza di un ictus emorragico, un intenso mal di testa.
Stando ai dati degli ultimi anni, l'ictus è la seconda più frequente causa di morte al mondo, seconda solo dopo le patologie coronaiche.

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Simone
‟Mai trovato nessuno al suo livello per la grandissima conoscenza di una patologia quasi sempre ignorata come il linfedema."
Piergiorgio
‟Il linfedema è cronico e chi è malato come me lo sa bene. Non esistono 'maghi' per curarlo, ma solo professionisti seri come lei."
Carlo