Dott.ssa Luisella Troyer
Chirurgo Vascolare Angiologo a MilanoAngiologo a Milano

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Attenzione: quest'articolo tratta di materie a carattere medico scientifico.
Per quanto le informazioni in esso contenute siano state selezionate e riportate con cura e con la massima precisione scientifica, non possono e non potranno mai sostituire il parere medico o una visita medica specialistica, e debbono pertanto essere utilizzate per uso esclusivamente informativo.
In caso di dubbi e o domande, chiedi sempre consiglio ad un medico.

Le ulcere degli arti inferiori

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Soffri di una ferita che non riesce a guarire da sola?
Sei un paziente diabetico oppure hai sofferto in passato di una tromboflebite?
Potresti essere affetto da un'ulcera, e potresti aver bisogno di immediato trattamento medico.
Leggi quest'articolo per conoscere l'origine, la causa ed i possibili trattamenti per le ulcere degli arti inferiori.

Cos'è un'ulcera?

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Un ulcera (dal latino ulcus - piaga, ferita) è una lesione della cute o del tessuto epiteliale, dalla guarigione molto difficoltosa, molto lenta oppure addirittura assente.
Nello specifico, si parla di ulcera quando il processo di cicatrizzazione non è in grado, per diversi fattori, di rigenerare la pelle ed i tessuti.
Convenzionalmente, sono considerate ferite croniche ulcerose tutte quelle lesioni che non cicatrizzano entro una durata temporale di circa 4-6 settimane.
In tutte le ulcere è apprezzabile una perdita di sostanza (epidermide, derma, tessuto sottocutaneo o ipoderma, muscolo, osso) associata sempre alla scarsa tendenza alla guarigione.

Come e perché si forma un'ulcera?

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Nella maggior parte dei casi l’ulcera si forma a seguito di un piccolo traumatismo cutaneo, anche un graffio.
In seguito tale lesione si estende sino a formare un’ulcera, altre volte invece la lesione è spontanea.
Nel corpo umano, le ulcere possono formarsi su tutto la superficie di tutte le aree cutanee, anche nelle mucose.
Il fattore scatenante e principale dell'ulcera è sempre una cattiva vascolarizzazione della zona affetta dalla piaga: il sangue non riesce a fluire correttamente nei vasi prossimi della lesione, impedendo quindi la cicatrizzazione.
Le cause di questa mancanza di vascolarizzazione sono molteplici, e caratterizzano il tipo specifico di ulcera.
Ad esempio possiamo avere:

  • Ulcere venose;
  • Ulcere arteriose;
  • Ulcere traumatiche in soggetti che abbiano patologie vascolari;
  • Ulcere miste;
  • Ulcere diabetiche;
  • Ulcere ipertensive;
  • Ulcere neoplastiche (infiammatorie e malattie sistemiche);
  • Ulcere linfostatiche

Quale che sia la causa dell'ulcera, il processo che conduce alla lesione cutanea cronica comporta sempre questi meccanismi cellulari:

  • Alterazione del macro e microcircolo;
  • Alterazioni cellulari biochimiche e tissutali;
  • Microangiopatia venosa ipertensiva;
  • Aumento della permeabilità vasale e formazione di edema;
  • Riduzione attività fibrinolitica:
  • Accumulo di manicotti di fibrina perivasale;
  • Accumulo di cellule leucocitarie, linfociti e macrofagi;
  • Produzione di radicali liberi;
  • Danno endoteliale;
  • Riduzione d'apporto d'ossigeno e sostanze nutritive

Frequenza e costo sociale

Le ulcere sono di frequente riscontro, con una prevalenza di circa lo 0,3% all’età di 60 anni e fino al 5% all’età di 90 anni.
Nei paesi industrializzati, il rischio di sviluppare ulcere nel corso della vita riguarda il 3-5 % della popolazione.
Statisticamente, in Italia l'1-3% della popolazione (con punte del 5% nei soggetti oltre i 60 anni) presenta lesioni ulcerose degli arti inferiori.
In ordine di frequenza, le sedi corporee più colpite sono: il III inferiore mediale, il laterale, l'anteriore della caviglia e i piedi.
Le ulcere croniche hanno un’incidenza elevata senza tendenza alla diminuzione, e la prevalenza delle lesioni varia a secondo dell'età, del sesso e della patologia causale.
L’età è il primo fattore che modifica la prevalenza con un aumento proporzionale all’aumento dell’età del soggetto, con prevalenza nella popolazione femminile.
Il rapporto statistico maschio/femmina è mediamente di 4:1.

Tra le statistiche più interessanti della patologia, si hanno i seguenti dati:

  • Scarsa tendenza alla guarigione: il 20% delle ulcere risultano ancora aperte a 2 anni e 8% ancora aperte a 5 anni;
  • Rischio di recidiva nel 45-60%;
  • Solo l’8% dei casi delle ulcere ha durata inferiore ad 1 anno, mentre nel 47% durata da 1 a 10 anni e nel 45 % durata superiore a 10 anni;
  • La patologia ulcerosa colpisce generalmente le fasce sociali più povere;
  • La cronicità e la frequenza di recidive delle ulcere incide sulla capacità lavorativa dei pazienti;
  • Il trattamento delle ulcere ha un costo diretto e indiretto elevato: in Italia tale risorsa economica globale per le cure è stimata in 130 milioni di Euro l’anno

Le ulcere venose

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Un'ulcera venosa (chiamata anche ulcera trofica o da stasi) è una lesione della pelle causata da una compromessa circolazione sanguigna.
Solitamente si manifesta sulla caviglia in seguito a varici essenziali non curate, a sindrome post-trombotica e ad insufficienza venosa cronica.
Nell'ulcera si manifesta un aumento della pressione venosa a livello degli arti inferiori che determina un edema e, a lungo andare, microtrombosi arteriose, venose e linfatiche.
Ciò determina aumento della permeabilità vasale, formazione di edema e riduzione dell'attività fibrinolitica.
Nell'ulcera venosa è presente anche un accumulo di manicotti di fibrina perivasale oltreché di cellule leucocitarie, linfociti, macrofagi e produzione di radicali liberi.
La lesione ulcerosa, mancando adeguata vascolarizzazione, non cicatrizza da sola e risulta molto dolorosa per il paziente, che tende a muovere l'arto lesionato il meno possibile: ciò peggiora la situazione creando un circolo vizioso, in quanto la mancanza di movimento inibisce il meccanismo della pompa del sangue in direzione cuore, aggravando la complicanza vascolare.
Essendo la ferita sempre aperta ed impossibilitata a guarire spontaneamente, la lesione è facilmente aggredibile da microrganismi batterici, che solitamente la colonizzano senza sforzo.
Ciò può causare uno sgradevole odore che mette in disiagio i pazienti, al punto tale da comprometterne seriamente la loro qualità di vita.

Come si manifesta un'ulcera venosa?

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

L'ulcera venosa si presenta come una lesione sulla superficie mediale o laterale della gamba, circondata da un'area di pelle atrofica e sclerotica, dalla forma sovente rotonda od ovaleggiante e dai contorni più o meno frastagliati.
Nella ferita, che ha sempre una riparazione lenta, difficile oppure totalmente assente, si possono facilmente installare colonie batteriche che causano infezioni più o meno estese, con presenza di tessuto necrotico.
Si apprezza sempre un arrossamento perilesionale, dolente, con segni d'infiammazione locale.
La dimensione dell'ulcera può variare, con tendenza peggiorativa e fino ad estensioni molto ampie, con situazioni che diventano estremamente serie se non trattate per tempo in centri d'eccelenza specializzati.

Come si cura un'ulcera venosa?

Indipendentemente dalle cause che hanno determinato la formazione dell’ulcera (traumi, deficit del circolo venoso), per ottenere la guarigione della lesione sono necessari:

  1. Un apporto ottimale di ossigeno;
  2. Una completa detersione della lesione;
  3. Una stimolazione cellulare;
  4. Una buona perfusione ematica

Va altresì ricordato che il tasso di recidive delle ulcere è altissimo, stimato tra il 45 e il 60%, e che la gestione dei pazienti è molto complessa.
Il paziente, soprattutto se affetto da insufficienza venosa cronica o sindrome post-trombotica, dovrà curarsi per tutta la vita. L’elastocompressione è a tutti gli effetti la più importante misura terapeutica che il paziente dovrà osservare per sempre.
Molte ulcere potrebbero essere evitate con un’adeguata prevenzione ed educazione dei pazienti, ed volte anche dei medici.
Anche dopo la comparsa di ulcere, una diagnosi precoce e un appropriato trattamento possono ridurre la durata dell’ulcera e le possibili recidive.
Per permettere la normale completa cicatrizzazione della lesione, è necessario eliminare la causa che impedisce la corretta vascolarizzazione della ferita.
Innanzitutto va riconosciuta la patologia che ha scatenato l'ulcerazione, e deve essere fatta un’opportuna terapia medica di supporto.
Deve essere eseguita la medicazione della lesione trofica insieme a una corretta cura e igiene della cute per mantenere la zona lesionata il più pulita possibile e per trattare la cute perilesionale che è sempre infiammata.
Va applicata una corretta elastocompressione tramite bendaggio o uso di tutori elastici per un ottimale riduzione dell’edema.
Il paziente deve deambulare per attivare le pompe muscolari che spingono il sangue refluo verso il cuore avendo l’accortezza di verificare una corretta postura derivante da giusto appoggio plantare.
Infine in caso di varici andrà pianificata la correzione dell’insufficienza venosa tramite trattamento laser, radiofrequenza in associazione alla chirurgia o scleroterapia.

Le ulcere arteriose

Un'ulcera arteriosa è una lesione dovuta, a differenza della patologia venosa, da un ridotto apporto di sangue ad un'arteria degli arti inferiori.
È quasi sempre conseguenza dell'aterosclerosi che può affliggere tutte le arterie.
In corso di arteriopatia obliterante cronica periferica si manifesta aterosclerosi dei grandi e piccoli vasi, con riduzione del flusso ematico, alterazione del microcircolo, con trombosi o embolia distale che causano ischemia cutanea con necrosi e relativa ulcera.
Altre cause scatenanti l'insufficienza arteriosa possono essere il diabete o le vasculiti autoimmuni.
Il danno tissutale è il risultato diretto del deficit sanguigno, peggiorato in caso di ipertensione e danneggiamento dello strato intimale dell'arteria.
Datosi che l'ulcera arteriosa è un diretto effetto collaterale dell'insufficienza sanguigna di una delle arterie e che spesso ciò coincide con un'aterosclerosi, i suoi fattori di rischio coincidono con la patologia sclerotica: fumo, diabete, obesità, ipertensione, scarsa attività fisica, ecc.

Come si manifesta un'ulcera arteriosa?

Contrariamente all'ulcera venosa, l'ulcera arteriosa si posizione solitamente a livello delle dita del piede oppure lateralmente alla gamba.
Per il resto, a livello prettamente visivo, l'ulcerazione arteriosa si presenta grossomodo eguale all'ulcera venosa: sono quindi presenti infiammazione della cute perilesionale e atrofia cutanea, a cui si aggiunge però anche ipotermia causata dalla non ottimale circolazione sanguigna.
La forma di un'ulcera arteriosa è solitamente dotata di contorni e margini meno regolari dell'ulcera venosa.

Come si cura un'ulcera arteriosa?

Le lesioni trofiche di origine arteriosa guariscono con la rivascolarizzazione dell’arto interessato, infatti rispristinando un corretto afflusso di sangue le ulcere possono guarire.
A seconda della lesione si può intervenire con tecniche endovascolari, angioplastica con applicazione di stent o interventi chirurgici di by pass che consentano il ripristino dell’afflusso sanguigno arterioso.
La terapia medica inquesto caso ha un ruolo importante: terapia con antiaggreganti, vasodilatatori e correzione della glicemia sono spesso prescritte per favorire la rivascolarizzazione dell'arteria in deficit sanguigno.
Le lesioni cutanee vanno medicate simultaneamente alla rivascolarizzazione.

Le ulcere diabetiche

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Nel caso di diabete, le ulcere sono un problema serio, frequente e molto invalidante.
Nel paziente diabetico è presente una polineuropatia diabetica, cioè una sofferenza cronica dei nervi perferici a seguito della malattia dei piccoli vasi arteriosi che portano in nutrimento ai nervi stessi.
Con il passare degli anni si manifesta un’alterazione delle fibre nervose sensoriali, con perdita della sensibilità superficiale e profonda.
Il paziente quindi non sente se si taglia, se si graffia, se una scarpa provoca un’abrasione o se semplicemente stando troppo in piedi si crea un'iperpressione del piede e si forma quindi una lesione senza che la persona se ne accorga.
La nota cattiva cicatrizzazione delle lesioni causata dalla malattia diabetica porta spesso ad ulcerazione di ferite anche banali che, in casi estremi e senza trattamento tempestivo, possono degenerare in vere e proprie necrosi.
Perciò, in caso di diabete la prevenzione delle ulcere è considerata critica: il paziente deve imparare a guardasi e controllarsi i piedi tutti i giorni, poiché non avendo sensibilità non può accorgersi di piccole lesioni da calzature come vesciche, macerazioni cutanee, graffi etc.
La cura dell’igiene dei piedi soprattuto d’estate è imperativa, così come è necessario non portare calzature strette o comunque con una tomaia con troppe cuciture.

Come si manifesta un'ulcera diabetica?

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

La sintomatologia e l'analisi visiva dell'ulcerazione diabetica è simile a quella venosa o arteriosa, con la differenza che il suo posizionamento è spesso spostato sul piede, generalmente in corrispondenza dei punti dove la calzatura ha un punto di sfregamento con la pelle.
Il più piccolo taglio o la più leggera abrasione possono trasformarsi in ulcerazioni estese, molto difficili da curare.
Anche in questo tipo di ulcera sono presenti infiammazione della cute perilesionale e atrofia cutanea.

Come si cura un'ulcera diabetica?

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

La terapia per debellare un'ulcera diabetica è similare a quella effettuata per risolvere l'ulcera arteriosa.
La complessità della malattia diabetica però, rende il trattamento della patologia di difficile gestione, da affidare ad un centro altamente specializzato (centro del piede diabetico).

Le ulcere linfostatiche

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Le ulcere linfostatiche si formano in seguito ad enorme accumulo di linfa soprafasciale, che crea una sovra-distensione del tessuto sottocutaneo e della cute.
Ciò determina una rarefazione della microvascolarizzazione con ipovascolarizzazione, ipo-ossigenazione e necrosi del tessuto.
Spesso le lesioni trofiche sono determinate da piccoli traumatismi cutanei su cui si hanno complicanze batteriche o micotiche.
Le lesioni inizialmente sono piccole e numerose, in sede pretibiale, sovramalleolare, III inferiore del polpaccio.
Le ulcere linfostatiche sono di norma molto superficiali ma possono essere molto estese sino ad interessare l’intera superfice della gamba come un grande manicotto, e spesso si ha un gemizio di linfa.
L'ambiente umido causato dall'accumulo anomalo di linfa favorisce inoltre un ambiente ideale per le colonie batteriche,

Come si cura un'ulcera linfostatica?

Le ulcere linfostatiche guariscono velocemente se viene applicata una terapia decongestiva (linfodrenaggio più bendaggio linfologico multistrato), oltre alla medicazione e alla cura e l’igiene della cute.
La terapia decongestiva e la sua azione linfodrenante è l'unico trattamento che riesce a far defluire il blocco linfatico, permettendo all'ulcera di guarire.

Le ulcere da decubito

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori

Le ulcere da decubito sono particolari lesioni che manifestano nei pazienti soprattutto anziani, allettati da lungo tempo e che non riescono a muoversi.
Si formano generalmente nei punti dove si appoggia il corpo: osso sacro, talloni, gomiti e nei casi più gravi lungo la colonna vertebrale.
Il meccanismo che le determina una compressione prolungata tra piano o prominenza ossea e superfice cutanea che a lungo andare provoca collassamento capillare, ischemia e microtrombosi dei piccoli vasi con formazione di necrosi tissutale.

Come si cura un'ulcera da decubito?

Il trattamento delle ulcere degli arti inferiori
Le principali posizioni dove si può formare una piaga da decubito

Le ulcere da decubito sono molto difficili da trattare per via della loro causa principale, ovverosia l'immobilità forzata del paziente e la prolungata ed innaturale compressione tra osso e pelle.
L'iperpressione provoca un'ischemia della zona ed i tessuti vanno così in necrosi.
La guarigione sarebbe più agevole se il paziente riuscisse a ridurre il periodo di allettamento, ma spesso ciò non è possibile.
La terapia consiste in una medicazione locale dell'ulcera ed evitare che la zona lesionata venga compressa.

Vascologia, angiologia e terapia del linfedema a Milano
Quindi ricorda che...
  • Un'ulcera è una lesione che non guarisce spontaneamente, oppure guarisce in maniera estremamente lenta;
  • Ogni ulcera è causata da una cattiva vascolarizzazione della parte lesionata;
  • L'ulcera è sempre un sintomo, e non mai la causa del problema;
  • Per trattare un'ulcera, va necessariamente risolto il problema a monte di vascolarizzazione;
  • Se sei diabetico, devi prestare estrema cura all'igiene dei tuoi piedi, evitando abrasioni e piccole ferite che possono diventare ulcere;
  • Se soffri di linfedema, devi al più presto iniziare un'adeguata terapia linfodrenante per impedire la comparsa di ulcere da stasi linfatica;
  • Il trattamento delle ulcere è solitamente lungo e complesso, e quindi è meglio prevenire le cause

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Il mio studio di Milano è specializzato nella diagnosi e nel trattamento di tutte le patologie del sistema vascolare e linfatico, compresi i trattamenti per le ulcere agli arti inferiori di qualsiasi tipologia.
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I miei pazienti dicono:
‟Una diabetica come me non è facile per nulla da curare, e me ne rendo conto.
Ringrazierò sempre la Dottoressa.”
Luisa
‟Bruttisima ulcera venosa causata da un vecchio problema vascolare che mi attanagliava da tempo immemore, curata perfettamente."
Sofia
‟Se non mi hanno amputato la gamba al ginocchio è stato solamente per merito suo.
Lascio volentieri la mia recensione!"
Patrizio