Dott.ssa Luisella Troyer
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Attenzione: quest'articolo tratta di materie a carattere medico scientifico.
Per quanto le informazioni in esso contenute siano state selezionate e riportate con cura e con la massima precisione scientifica, non possono e non potranno mai sostituire il parere medico o una visita medica specialistica, e debbono pertanto essere utilizzate per uso esclusivamente informativo.
In caso di dubbi e o domande, chiedi sempre consiglio ad un medico.

Quest'articolo è stato aggiornato dalla Dott.ssa Luisella Troyer il giorno: lunedì 06 dicembre, 2021

Luisella Troyer - MioDottore.it

La Linfoscintigrafia: l’esame di riferimento per il linfedema

La Linfoscintigrafia a Milano

Ti si è gonfiato un braccio, una gamba o un’altra parte del corpo, magari in seguito ad un intervento di rimozione di un tumore?
Oppure, il rigonfiamento è cominciato così, senza una precisa causa, in maniera del tutto silente?
Potresti essere affetto da un edema causato da stasi linfatica: un linfedema, per l’appunto.
Per stabilirlo, occorre una visita specialistica presso un Medico Linfologo specializzato, unita ad un particolare esame chiamato Linfoscintigrafia.
Leggi questa pagina per saperne di più.

Cos’è il sistema linfatico, e a cosa serve?

Il sistema linfatico è una particolare e ramificata struttura, formata da piccoli organi e sottili vasi trasparenti, che permea tutto il corpo dei mammiferi, uomo incluso.
Organi conosciuti da tutti come tonsille, timo e milza, ad esempio, sono parte del sistema linfatico, così come piccole stazioni sparse un po’ ovunque nell’organismo, chiamate linfonodi (o linfoghiandole).
Tutti questi organi sono uniti per l’appunto da piccoli vasi, e tutto il sistema forma una struttura aperta e coesa, che arriva in ogni parte del corpo.

Lo schema del sistema linfatico umano
Lo schema del sistema linfatico umano (in verde), con la posizione del timo, l'organo principale dedicato alla produzione dei linfociti T (gli anticorpi)

Lo scopo principale del sistema linfatico è quello di drenare un liquido di scarto prodotto dal normale metabolismo degli organi, chiamano linfa.
La linfa è un liquido debolmente alcalino, dal colore solitamente trasparente, formano principalmente da proteine, con presenza anche di lipidi, anticorpi, virus e batteri.
È un sotto-prodotto della respirazione cellulare, e viene riversata costantemente nello spazio interstiziale, dove viene assorbita dai vasi linfatici.

Il trattamento del linfedema a Milano
I capillari linfatici assorbono la linfa espulsa per pressione dal flusso arterioso, che si riversa nello spazio interstiziale

Grazie al complesso reticolato del sistema linfatico, la linfa viene quindi drenata e trasportata fino al circolo venoso, dove viene riversata completando dunque lo smaltimento.
La produzione di linfa in un essere umano adulto è considerevole: circa due litri ogni 24 ore.
Questo vuol dire che senza un sistema linfatico attivo e ben funzionante, in poco tempo il nostro corpo si gonfierebbe a dismisura, finendo intossicato dalla sua stessa linfa.

La risposta immunitaria e il sistema linfatico

Un altro compito fondamentale del sistema linfatico, non secondario a quello di drenaggio della linfa, è l’essere responsabile della risposta immunitaria del nostro corpo, contro l’attacco di ogni organismo esterno.
Nei linfonodi sono infatti memorizzate le informazioni genetiche di ogni virus o batterio incontrato, e sempre a loro è demandata la produzione dei linfociti (anticorpi) specifici, in grado di assaltare e sconfiggere i microbi.

Il trattamento del linfedema a Milano
Il sistema vascolare umano, schematizzato.
In rosso la circolazione arteriosa, in blu quella venosa ed in viola quella linfatica

I linfociti sono inviati in tutto il corpo proprio grazie alla capillarità della rete del sistema linfatico, che arriva davvero ovunque (anche al cervello).
La risposta immunitaria parte dalle più vicine stazioni linfonodali ed arriva direttamente alla zona sotto attacco, sfruttando la circolazione linfatica.
Un meccanismo semplice ed ingegnoso, che funziona bene però solo quando tutta la circolazione linfatica, a sua volta, scorre regolarmente.

Quando la linfa non scorre: la stasi linfatica

Quando il sistema linfatico non funziona bene, la linfa smette di scorrere e drenare opportunamente, rimanendo ristagnante nella parte dove viene riversata dagli organi.
Tale parte può essere in tutto il corpo, a seconda del punto esatto in cui il sistema linfatico ha smesso di funzionare come dovrebbe.
In quel caso, si parla di stasi linfatica.
Datosi che la linfa, di per sé, non è un liquido riassorbibile direttamente dalle cellule, se non è drenata dal sistema linfatico ristagna, si accumula sempre di più e conseguentemente ‘gonfia’ la parte del corpo vittima della stasi.
Si forma quindi un edema (rigonfiamento) di linfa, chiamato in gergo medico linfedema.

Il trattamento del linfedema a Milano
Un linfedema all'arto inferiore destro

L’edema formato dalla linfa ristagnante ha particolari caratteristiche, ben riconosciute dal Medico Linfologo con esperienza, ma a volte può essere confuso anche con altri tipi di edema.
Datosi che la linfa è un liquido composto in larga parte da proteine, dopo un certo periodo, se non drenata correttamente, coagula e fibrotizza.
Il linfedema causato dalla stasi linfatica si presenta dunque morbido e soffice all’inizio, per poi indurirsi sempre di più, per colpa della linfa fibrotizzata.
Una situazione di grande disagio per il paziente che non solo vede un braccio, una gamba o un’altra parte del corpo gonfiarsi a dismisura, ma che diviene anche impossibilitato nei movimenti, causa l’indurimento della linfa.

Perché il sistema linfatico si danneggia?

Esistono due tipi di linfedema conosciuto, a sua volta causato da due cause scatenanti, la cui origine è sempre il danneggiamento di una parte del sistema linfatico:

  • Linfedema primitivo
    Il linfedema è causato da una malformazione congenita del sistema linfatico, presente sin dalla nascita del paziente.
    È una situazione che può rimanere latente anche per molti anni, senza nessun tipo di sintomo, per poi svilupparsi velocemente e violentemente in pochissimo tempo, anche per cause banali (una distorsione all’arto, o anche una puntura d’insetto);
  • Linfedema secondario (o chirurgico, o acquisito)
    Il linfedema è causato da un danneggiamento del sistema linfatico, spesso a seguito di un intervento oncologico di rimozione tumorale, oppure anche per un incidente, che ha reciso o danneggiato i vasi linfatici e/o i linfonodi.
    Come protocollo medico standard, solitamente in caso di rimozione chirurgica di una neoplasia, per sicurezza si asporta anche la stazione linfonodale più vicina alla massa tumorale estirpata (poiché possibile fonte di re-infezione).
    Circa il 20% dei pazienti oncologici sviluppa, negli anni, una situazione di linfedema.
    La stasi linfatica può non manifestarsi subito, ma anche dopo molto tempo dall’intervento chirurgico.
    Anche pazienti in stato di grave obesità possono manifestare il linfedema, poiché l’eccesso di adipe, quando corposo e di elevato volume, ‘schiaccia’ i vasi linfatici e li ostruisce, causando quindi un’insufficienza linfatica acquisita

Alla radice del danneggiamento linfatico con la Linfoscintigrafia

Il trattamento del linfedema a Milano
Una linfoscintigrafia degli arti inferiori, che evidenzia un'ostruzione linfatica totale dell'arto destro, dovuta a malformazione congenita (linfedema primitivo)

Il linfedema è essenzialmente un problema idraulico, causato dalla stasi della linfa non correttamente drenata.
All’origine, sia che sia un linfedema primitivo che secondario, c’è un danneggiamento o un’ostruzione delle vie linfatiche.
La diagnosi del linfedema non è agevole, poiché la patologia può confondersi anche con altre manifestazioni cliniche (ad esempio, l’edema da insufficienza venosa), ma un Medico Linfologo esperto è solitamente in grado di diagnosticarlo con ottima precisione.

Tuttavia, per la conferma della diagnosi, è necessario spesso ricorrere ad un particolare esame specialistico, chiamato Linfoscintigrafia.
Tale esame non solo è in grado di confutare o meno la diagnosi del Medico, ma può riferire visivamente anche lo stato del sistema linfatico, grazie ad una tecnica di imaging molto precisa.
Con la Linfoscintigrafia il Medico può visionare esattamente le vie linfatiche (sia superficiali che profonde), valutandone l’efficienza drenante e vedendo anche i punti in cui il normale scorrere dalla linfa è interrotto.

La Linfoscintigrafia è dunque un esame essenziale per stabilire l’esatta origine del blocco linfatico, che può essere utile (spesso, indispensabile) al Medico per stabilire la giusta terapia per il paziente, e concordare assieme un percorso di mantenimento sul lungo periodo.

Come funziona la Linfoscintigrafia?

La Linfoscintigrafia si basa su un concetto molto semplice: il sistema linfatico assorbe la linfa, che principalmente è composta da proteine.
Indi per cui, i vasi linfatici sono capaci di assorbire anche l’albumina, una proteina organica naturalmente prodotta dal nostro fegato.
L’albumina viene dunque ‘marcata’, rendendola radiosensibile, ed iniettata tramite piccole iniezioni negli arti del paziente (mani o piedi), attraverso l’attaccatura delle dita (spazio interdigitale).

Il paziente è monitorato nel tempo: da 0’ a 30’ post-iniezione per la circolazione linfatica profonda, e a 0’, 30’, 60’ e 120’ per quella superficiale.
Questi step temporali si rendono necessari per permettere al sistema linfatico di assorbire lentamente l’albumina radioattiva, facendola risalire passo passo nei vasi linfatici, in direzione della vena cava.

Ogni step è fotografato grazie alla tecnica radiografica: questo permette al Medico di visualizzare perfettamente il decorso della linfa, individuando subito i punti in cui il danneggiamento causa un mancato drenaggio.
Lo scopo della Linfoscintigrafia non è quindi una mappatura del sistema linfatico, ma evidenziare il percorso della linfa nei vasi e nelle stazioni linfonodali, aiutando il Medico a capire dove, esattamente, esiste un blocco nella normale circolazione.

La Linfoscintigrafia è un esame radioattivo?

L’albumina iniettata nel sistema linfatico del paziente è marcata con un composto debolmente radioattivo a base di tecnezio-99 (radiofarmaco).
Contrariamente a quello che si può pensare dal nome, il radiofarmaco è totalmente innocuo per il paziente, non ha effetti collaterali e non causa allergie di alcun tipo.
La quantità iniettata per un esame completo è davvero minimale, e la debole radiazione non è pericolosa per il corpo.
Anche la quantità di radiazioni X che il paziente riceve per monitorare l’assorbimento dell’albumina marcata è minima, e non è motivo di preoccupazione.

La Linfoscintigrafia è un esame doloroso?

Assolutamente no.
L’esame è totalmente indolore, fatto salvo il breve e leggero fastidio della necessaria inoculazione, tra gli spazi interdigitali, dell’albumina marcata.

La Linfoscintigrafia è un esame che richiede preparazione?

No, nessuna.

Si può ritornare subito alle attività dopo l’esame di Linfoscintigrafia?

Certamente: finito l’esame, che dura in genere due ore (il tempo necessario per far risalire l’albumina marcata nel sistema linfatico e provvedere alle radiografie), il paziente può tornare subito a casa, in ufficio o alle comuni attività di sempre.

La Linfoscintigrafia può essere sostituita dalla Linforisonanza?

La Linforisonanza, O LinfoRisonanza Magnetica (LinfoRMN) è una Risonanza Magnetica Nucleare utilizzata per mappare lo stato del sistema linfatico.
È una comune risonanza magnetica, ma spesso (purtroppo) è venduta, per meri fini di marketing, come un esame d’innovazione e d’avanguardia per monitorare lo stato di vasi linfatici e linfonodi.
In realtà, non ha particolari benefici rispetto alla Linfoscintigrafia, ma anzi, al contrario di quest’ultima non è d’aiuto al Medico per capire appieno il tempo e le modalità di risalita della linfa nel corpo (obiettivo invece principale della Linfoscintigrafia).

Viene a volte proposta, sfruttando l’enfasi della sua tecnica di imaging, come strumento d’eccellenza per lo studio del sistema linfatico, ma le evidenze sperimentali e cliniche dimostrano che non porta un vantaggio aggiunto rispetto alla Linfoscintigrafia, e che quindi può essere sostanzialmente evitata (anche considerando l’alto costo d’indagine).

Quali sono i soggetti non adatti alla Linfoscintigrafia?

La Linfoscintigrafia è un esame ottimamente tollerato, non invasivo e non doloroso, che può essere eseguito dalla quasi totalità dei pazienti.
L’unica vera controindicazione è nelle pazienti in stato di gravidanza che, se non sussistono motivi di vera emergenza d’indagine, dovrebbero rimandare l’esame dopo la fine del puerperio.

Chi può prescrivere una Linfoscintigrafia, e quando?

La Linfoscintigrafia è un esame specifico, adatto ad indagare un quesito medico specifico, che deve essere fatto solo quando il Medico specialista Linfologo ritiene utile dover indagare un sospetto di linfedema (sia primitivo che secondario).
Non è un esame che rientra nei normali controlli di routine, ma ha ragione d’esistere solo in caso di presenza di stasi linfatica, oppure dove il Medico Linfologo voglia decidere di indagare a fondo un particolare sospetto clinico.

Vascologia, angiologia e terapia del linfedema a Milano
Quindi ricorda che...
  • Il linfedema è una patologia causata da una stasi linfatica, ovverosia un blocco del normale assorbimento della linfa;
  • La linfa è un liquido ad alto contenuto di proteine, prodotto come scarto del metabolismo cellulare;
  • Se non opportunamente drenata dal sistema linfatico, la linfa ristagna, coagula e fibrotizza, sfociando in un linfedema;
  • Il linfedema può essere di due tipologie: primitivo o acquisito;
  • La Linfoscintigrafia è l'esame d'eccellenza per monitorare lo stato del sistema linfatico, ed ispezionare con esattezza l'origine della stasi linfatica;
  • La Linfoscintigrafia è l'unico esame che permette al Medico di capire esattemente dove ha origine il blocco linfatico;
  • La Linfoscintigrafia non è un esame doloroso, non è invasivo e non è pericoloso;
  • La Linfoscintigrafia non richiede preparazione, e il paziente può essere dimesso subito dopo la fine dell'esame;
  • La Linfoscintigrafia è un esame specifico, che deve essere prescritto dal Medico specialista Linfologo

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